Opinione · 27 maggio 2026

Un’iniziativa costosa e superflusa

 

l prossimo 14 giugno saremo chiamati a votare sull’iniziativa popolare « Per il rimborso delle cure dentarie ». L’iniziativa propone di istituire in Ticino un’assicurazione obbligatoria per il rimborso delle cure dentarie di base. Questa «cassa malati dei denti » sarebbe finanziata in parte con prelievi salariali, in parte «con un contributo dello Stato». L’accesso alle cure dentarie è indubbiamente un tema sensibile; si stima che circa il 6% delle persone con redditi bassi rinunci alle cure necessarie per motivi economici. Il Cantone prevede già oggi strumenti a sostegno delle persone in difficoltà economica; ogni anno sono erogati circa 6,3 milioni di franchi per i beneficiari delle prestazioni complementari e altri 1,6 milioni per le persone in assistenza sociale. Inoltre, grazie al Servizio dentario scolastico, ogni anno oltre 20.000 giovani beneficiano di misure di profilassi e di controlli. I risultati parlano da soli: negli ultimi anni la carie tra bambini e adolescenti è diminuita dell’80- 90%. L’attuale modello, basato sulla prevenzione e sulla responsabilità personale, ha permesso di tenere sotto controllo i costi. Negli ultimi 10 anni i costi delle cure dentarie sono cresciuti di ca. il 4%. Nello stesso periodo i premi di cassa malati sono aumentati di quasi il 35%, oltre 8 volte tanto. È un sistema oramai fuori controllo, sempre più difficile da correggere, anche a causa degli interessi miliardari che ruotano attorno al settore sanitario.

Questa spirale viziosa rischierebbe di coinvolgere anche le spese dentarie, per ora sotto controllo. Alla luce di questa esperienza, l’istituzione di una “cassa malati dei denti” rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang. Le famiglie del ceto medio sarebbero chiamate a pagare un ulteriore premio assicurativo obbligatorio, erodendo ulteriormente il loro potere d’acquisto. Inoltre, il «contributo dello Stato» menzionato dall’iniziativa si tradurrebbe inevitabilmente in un aumento delle imposte. Infine, verrebbe creato un nuovo organismo burocratico ( la «cassa malati dei denti »), con tutti i costi e le complicazioni amministrative che ne seguono. L’accesso alle cure dentarie di base può essere senz’altro migliorato, l’esperienza dimostra che la risposta non può però essere l’istituzione di una nuova «cassa malati dei denti ». Il prossimo 14 giugno votiamo quindi « no» « Per il rimborso delle cure dentarie ».

Maurizio Agustoni, Capogruppo Il Centro in Gran Consiglio