Comunicato stampa · 5 maggio 2026

No ad una doppia tassa sui denti!

Il comitato «No all’iniziativa sulle cure dentarie», composto da membri di PLR, UDC, Lega, il Centro, rappresentanti del mondo economico e delle associazioni di dentisti, si è presentato oggi in conferenza stampa per spiegare le ragioni della propria opposizione all’introduzione di un’assicurazione dentaria obbligatoria. Una proposta che, secondo i rappresentanti di politica, economia e settore sanitario, è costosa, sproporzionata e si tradurrebbe in una doppia imposizione per i cittadini.

Alla base della posizione del comitato vi è un dato chiaro: il problema dell’accesso alle cure dentarie esiste, ma riguarda una minoranza della popolazione ed è già oggi affrontato con strumenti mirati. «Non vogliamo minimizzare il problema, ma i dati mostrano chiaramente che è circoscritto e già oggi affrontato con strumenti mirati», ha sottolineato Maurizio Agustoni, granconsigliere de Il Centro.

In questo contesto, introdurre un sistema generalizzato appare una risposta eccessiva. Anche perché, come evidenziato da Matteo Quadranti, granconsigliere PLRT, il settore dentario rappresenta uno dei pochi ambiti della sanità in cui i costi sono rimasti sotto controllo nel tempo: «Le cure dentarie sono uno dei pochi ambiti della sanità in cui i costi sono rimasti sotto controllo negli ultimi vent’anni».

Uno degli effetti più immediati dell’iniziativa sarebbe però quello sul portafoglio dei cittadini. «Questa iniziativa significa meno salario disponibile a fine mese per i cittadini ticinesi», ha ricordato Raffaella Zucchetti, granconsigliera della Lega, evidenziando come il nuovo contributo obbligatorio andrebbe a ridurre ulteriormente il potere d’acquisto, in un momento già non facile. Attraverso l’aumento delle trattenute salariali l’iniziativa colpisce nuovamente il ceto medio e in particolare le fasce di reddito medio-basse.

A ciò si aggiunge il peso sulle finanze pubbliche. «Parliamo di un costo annuo fino a 150 milioni di franchi, con un impatto importante sulle casse pubbliche, già prevedono perdite milionarie nei prossimi anni», ha avvertito Raide Bassi, deputata UDC in Gran Consiglio, sottolineando anche i rischi legati a un aumento della burocrazia e della complessità amministrativa.

Contraria all’iniziativa anche la categoria dei dentisti. «La nostra contrarietà nasce dalla volontà di tutelare un sistema che ha dimostrato di essere efficace, equo e sostenibile», ha spiegato Plinio Rondi, medico dentista e presidente della Società Svizzera Odontoiatri SSO-Ticino, mettendo in guardia dai rischi per il rapporto diretto tra medico e paziente e per la qualità delle cure.

Un ruolo centrale, secondo gli specialisti, è svolto dalla prevenzione. «Se i costi vengono socializzati, diminuisce l’incentivo individuale alla prevenzione», ha ricordato Gabriella Benaglia, igienista dentale e Presidentessa della Swiss Dental Hygienist Ticino, sottolineando il rischio di compromettere un modello che ha dato risultati concreti negli anni.

Anche il confronto con altri Paesi invita alla prudenza. «Nei Paesi con sistemi simili, l’accesso non è migliore e i costi sono spesso più elevati», ha osservato Lorenzo Reali, medico dentista e membro del comitato centrale della SSO Svizzera, ricordando inoltre che iniziative analoghe sono già state respinte in diversi cantoni svizzeri.

Infine, dal punto di vista economico, le imprese temono effetti negativi sulla competitività. «Questa proposta aumenta i costi del lavoro e mette a rischio la competitività del nostro Cantone», ha dichiarato Nicoletta Casanova, presidentessa dell’AITI, evidenziando le possibili ripercussioni su occupazione e crescita.

Alla luce di queste considerazioni, il comitato invita la popolazione a respingere l’iniziativa. La soluzione, secondo i promotori del “no”, non è una nuova tassa per tutti, ma allo sviluppo degli strumenti già esistenti a favore di chi ne ha realmente bisogno.

 

Per informazioni

Comitato «No all’iniziativa sulle cure dentarie», 091 911 84 89