Opinione · 27 maggio 2026
Assicurazione per le cure dentarie: no a un’altra Lamal!
C’è una domanda semplice da porsi prima di votare questa iniziativa: perché cambiare radicalmente un sistema che, tutto sommato, funziona? In Ticino, chi si trova davvero in difficoltà non viene abbandonato. Oggi le persone in assistenza sociale o beneficiarie di prestazioni complementari ricevono già un aiuto concreto per coprire le cure dentarie necessarie. Il Cantone investe milioni di franchi ogni anno proprio per garantire che nessuno resti senza cure. L’iniziativa propone invece un’assicurazione dentaria obbligatoria per tutti, indipendentemente dal reddito o dal reale bisogno. Ma quando si introduce un’assicurazione obbligatoria, i costi non spariscono: vengono semplicemente redistribuiti sull’intera popolazione. E sappiamo bene come funziona questo meccanismo. Basta guardare alle casse malati: nate con l’obiettivo di garantire accesso alle cure, sono diventate negli anni una delle principali preoccupazioni finanziarie per molte famiglie svizzere. Premi in costante aumento, più burocrazia e spese sempre maggiori. Davvero vogliamo replicare lo stesso modello anche nel settore dentario? Il sistema attuale, pur non perfetto, ha un grande vantaggio: responsabilizza le persone e punta sulla prevenzione. Grazie all’igiene orale, ai controlli regolari e al servizio dentario scolastico, la salute dentale in Svizzera è tra le migliori al mondo. Introdurre una nuova assicurazione significherebbe invece creare un apparato costoso, finanziato con nuovi contributi salariali e maggiori spese pubbliche. Aiutare chi ha bisogno è giusto. Ma c’è differenza tra sostenere chi è in difficoltà e imporre un nuovo costo obbligatorio a tutti i cittadini. Questa iniziativa rischia di portarci esattamente nella direzione sbagliata: più premi, più spesa e meno efficienza.
Alessandro Corti, Granconsigliere Il Centro