Opinione · 28 maggio 2026
Quando i conti sembrano troppo belli per essere veri
In questi giorni circolano esempi e simulazioni che mostrerebbero come una nuova assicurazione dentaria obbligatoria permetterebbe a molte famiglie di risparmiare migliaia di franchi ogni anno. È un messaggio che può colpire. Chi non vorrebbe spendere meno e ricevere più prestazioni? Come medico dentista, però, credo sia importante guardare questi numeri con attenzione. Quando si parla di salute, e soprattutto di costi sanitari, le semplificazioni rischiano di creare aspettative che la realtà poi non riesce a mantenere. Molti esempi che vengono utilizzati nel dibattito prendono in considerazione situazioni molto particolari: figli che necessitano contemporaneamente di apparecchi ortodontici, cure importanti concentrate nello stesso periodo, trattamenti costosi eseguiti nello stesso anno. Ma la realtà della maggior parte delle famiglie ticinesi è diversa. Un apparecchio ortodontico non viene fatto ogni anno. Una grande ricostruzione non si ripete regolarmente. Un impianto o una cura complessa non rappresentano la normalità annuale per la maggioranza della popolazione. Quando si costruiscono esempi prendendo casi partico larmente onerosi e li si confronta con il costo di una nuova assicurazione, il rischio è quello di dare un’immagine distorta della realtà. Si evidenziano gli anni con spese elevate, ma non tutti gli altri. Esiste poi un’altra domanda fondamentale: quali cure saranno realmente coperte? La narrazione dei favorevoli all’iniziativa, secondo la quale anche nelle nazioni dove le cure dentali sono assicurate i costi sono sotto controllo come in Svizzera, è assolutamente falsa e fuorviante. Recenti confronti con la Germania dimostrano il contrario. Proprio in Germania il catalogo delle prestazioni obbligatorie è stato vieppiù ridotto nel tempo. Molti cittadini rischiano dunque di immaginare una presa a carico molto più ampia di quella che potrebbe concretizzarsi nella pratica. In diversi sistemi assicurativi esteri, numerose prestazioni costose continuano infatti a rimanere almeno in parte a carico del paziente. Impianti, ricostruzioni importanti, alcune cure ortodontiche o prestazioni particolari spesso non vengono interamente rimborsate.
Il rischio concreto è quindi di creare un’illusione: versare nuovi contributi obbligatori pensando di eliminare determinate spese, per poi ritrovarsi comunque a sostenerne una parte. Perché costruire un sistema sanitario richiede prudenza, trasparenza e numeri realistici. Non slogan.
Massimo Morandini, medico dentista